È originaria dell’Africa centrale, dove viene usata da secoli come epatoprotettore.
Le parti aeree della pianta
Estratto secco titolato in glucosidi iridoidi min. 3% (Letteratura scientifica).
Picrorhiza kurroa
Prodotto in capsule.
La dose corretta di estratto secco titolato come sopra è di 4-5 mg per kg di peso al giorno, suddivisi in due o somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti.
È una pianta ricca di sostanze iridoidi e ha anche un buon contenuto di flavonoidi.
Proprietà epatoprotettiva e detossicante epatica.
Sono stati studiati gli effetti dell’estratto titolato di picrorriza sul fegato di animali da esperimento. Si è notato che riduce notevolmente l’aumento delle transaminasi e i danni alle cellule del fegato conseguenti alla somministrazione di sostanze tossiche per il fegato come il tetracloruro di carbonio, la d-galattosamina e la dl-etionina, e che provoca un moderato aumento del peso del fegato sia negli animali intossicati sia in quelli di controllo.
Pertanto questo estratto ha dimostrato di avere un’interessante azione epatoprotettiva, con stimolo alla sintesi proteica a livello epatico che favorisce la rigenerazione delle cellule del fegato.
Nessuno degno di nota. Non somministrare in gravidanza, durante l’allattamento e nel bambino di età inferiore ai 10 anni.
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